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La tradizione dei pupi canosini rivive grazie ai ragazzi dell’Istituto Garrone

30/05/2018
  • La tradizione dei pupi canosini rivive grazie ai ragazzi dell’Istituto Garrone

Applausi per i ragazzi dell’IISS Nicola Garrone, realizzatori dello spettacolo di marionette “Canĕre Canosam”,andato in scena lo scorso 27 Maggio, in collaborazione con la Fondazione archeologica canosina, la Società Coop. OmniArte.it e la Pro Loco di Canosa, sulle terrazze di Palazzo Iliceto, sede del Museo Civico di Canosa di Puglia.

Il tutto nasce dal tentativo di legare le nuove generazioni al proprio territorio anche e soprattutto attraverso la riscoperta consapevole del proprio passato; un passato che può rivelarsi estremamente attuale e significativo” come hanno affermato i docenti Depalma Fedele, Dimonte Maria Teresa, Spera Katiuscia, realizzatori assieme agli studenti, del modulo “Dal banco al palco” del progetto scolastico PON 2014-2020 (10862 - FSE- Inclusione sociale e lotta al disagio, RISE - Research – Improvement– Self-esteem– Evaluation).

 

Il progetto nasce dalla consapevolezza che la crescita culturale e civile di una comunità passa anche attraverso la conoscenza e la rielaborazione della propria storia intesa quale patrimonio di emozioni e sensazioni personali e come memoria per il futuro. L’obiettivo finale è quello di favorire nei giovani la consapevolezza di essere eredi e protagonisti della società in cui vivono per parteciparvi costruttivamente in un ottica di cittadinanza attiva. Ciò è particolarmente vero per la città di Canosa, che ha alle spalle una storia millenaria e lumeggiata da eventi di indiscutibile importanza non solo per il territorio ma per l’intera penisola italica.

 

Si è voluto quindi approfondire insieme agli studenti due episodi storici rilevanti. Il primo episodio è ambientato nel III sec. a.C., più precisamente nel 216 a.C. Si è appena conclusa la battaglia di Canne in cui trovarono la morte migliaia e migliaia di soldati romani. Fu probabilmente la battaglia più sanguinosa mai persa dalla repubblica di Roma e rappresentò uno dei momenti di maggiore tensione di tutta la sua storia. Molti soldati romani sopravvissuti riuscirono a raggiungere Canosa. E qui fu grazie al coraggio di una donna, Busa, che essi furono accolti, curati e rifocillati. Fu un evento importante perché permise ai Romani di riorganizzarsi per poi lanciare una nuova offensiva contro Annibale.

Il secondo episodio invece è ambientato nel VI sec. d.C. L’Italia è sconvolta dalla guerra tra Bizantini e Ostrogoti. Il re Totila, dopo anni di battaglie, riesce a sconfiggere ripetutamente i bizantini e giunge fino in Puglia, alle porte di Canosa. Ma qui avviene il leggendario incontro con san Sabino, vescovo potentissimo di Canosa. Non sappiamo per davvero cosa sia successo in questo incontro; quel che è certo è che Totila deciderà di non saccheggiare Canosa e di ritornare indietro.

 

Il copione è stato interamente scritto e pensato da docenti e studenti, attraverso un percorso di scrittura creativa che ha cercato di attualizzare, pur mantenendo la fedeltà degli eventi storici narrati, alcune delle problematiche emerse durante la ricerca. Ad esempio: quale era il ruolo delle donne nel periodo classico? E qual è il ruolo delle donne oggi? Cosa ha significato per Canosa accogliere i soldati romani sconfitti? E cosa significa oggi la parola accoglienza? Quali sono i valori centrali dell’essere umano?

Si è cercato in questo modo di rendere significativo l’apprendimento del passato per aumentare l’amore per il proprio territorio senza cadere nelle facili trappole di un provincialismo regressivo. Va in questa direzione anche la scelta di intervallare le parti recitate con canzoni contemporanee scelte dai ragazzi stessi che potessero legarsi ai temi narrati.

L’intero spettacolo però non è stato recitato da attori ma da pupi: anche questo per recuperare una tradizione tipicamente canosina, che vede nella compagnia canosina dei Dell’Aquila una splendida e importantissima testimonianza del teatro dei pupi napoletani. I ragazzi sono stati invitati quindi a conoscere e apprezzare i pupi di Canosa, prima di lanciarsi nella creazione, nella vestizione, nella decorazione dei pupi. Si è costruito e decorato un tipico teatrino delle marionette e i ragazzi hanno poi imparato a manovrare i pupi.

A conclusione dello spettacolo, i partecipanti hanno potuto visitare il Museo Civico, sede della mostra romana “La città di pietra e di marmo” e della mostra daunio-ellenistica “Tu in Daunios”, accompagnati dalla novelle guide dell’Istituto Garrone.

Ilenia Pontino