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PATRIMONIO AL FUTURO

18/07/2016
  • PATRIMONIO AL FUTURO

Giovedì 28 luglio 2016, alle ore 20.00, presso le terrazze di Palazzo Iliceto, a Canosa, sarà presentato “Patrimonio al Futuro”, libro di Giuliano Volpe (Presidente del Consiglio Superiore ‘Beni Culturali e Paesaggistici del MiBACT, Professore di archeologia presso l’Università di Foggia, nonché ex Rettore della medesima università). L’evento è organizzato con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Puglia, della Provincia di Barletta Andria Trani, del Comune di Canosa, della Basilica Cattedrale di San Sabino di Canosa, della Pro Loco Canosa, del Club per l’UNESCO Canosa, del Rotary Club Canosa, dell’Inner Wheel Canosa, dell’Associazione Ponte Romano Onlus, dell’Associazione di Promozione Turistica “Archeo 2.0”, degli Imprenditori d’Arte e Cultura, della Gazzetta del Mezzogiorno, della FIDAPA, della Dromos.it e della Fondazione Archeologica Canosina. L’appuntamento culturale rientra nel Boamundus Festival, la rassegna di eventi culturali estivi patrocinata dal Comune di Canosa.  All’incontro sarà presente l’autore. Per l’occasione, interverranno: Ernesto La Salvia (Sindaco di Canosa), Giuseppe Corrado (Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani), Francesco Ventola (Consigliere regionale e Componente IV Commissione consiliare Regione Puglia), Simonetta Bonomi (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di BAT e Foggia), Filli Rossi (archeologa) e Aldo Patruno (Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territoio, Regione Puglia). Modererà gli interventi Paolo Pinnelli (La Gazzetta del Mezzogiorno). Con Patrimonio al Futuro (edito da Electa nel 2015), Giuliano Volpe intende fornire idee e proposte sull’affermazione di una concezione olistica del patrimonio culturale e del paesaggio o sulla formazione dei giovani professionisti, dalla comunicazione alla gestione. Nelle pagine, il Prof. Volpe sostiene l’idea di un’“alleanza degli innovatori” al di la delle loro appartenenze e delle loro afferenze, rimarcando sulla necessità di inserire nuovo personale qualificato, per la salvaguardia del patrimonio di un Paese che non deve più cullarsi sugli allori del passato. Le nuove risorse dovranno essere in grado di innovare la gloriosa tradizione culturale, accettando le sfide proposte nel terzo millennio. Solo così e grazie a un patto tra patrimonio culturale e cittadini sarà possibile riprendere un proprio ruolo nel contesto europeo e mondiale.

 

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