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Fondazione Archeologica Canosina
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PIETRA CADUTA: SITO ARCHEOLOGICO E LUOGO DI SPERANZE

18/01/2018
  • PIETRA CADUTA: SITO ARCHEOLOGICO
E LUOGO DI SPERANZE

Un lungo periodo di terrore aveva invaso la nostra bella Italia a causa dei terremoti avvenuti nelle Marche.

Dai centri di accoglienza ormai colmi di tristezza si udivano i pianti dei bambini che, nonostante il loro animo giocoso tipico dell’età, percepivano qualcosa di diverso dal solito: vedevano i genitori, per chi li avesse ancora, immersi talmente tanto nei loro problemi, da non aver più tempo da dedicare loro.

Un giorno, tra le diverse visite, fu annunciato che ne avrebbero ricevuta un’ennesima molto importante, in onore della giornata mondiale della speranza.

Era il 19 agosto. Tutti restarono stupiti all’arrivo di un uomo vestito in un modo alquanto strano. Era accompagnato da diversi animatori, dagli abiti bizzarri anch’essi, che annunciarono con i microfoni che quel giorno avrebbe avuto un gran potenziale.

<< SPERANZA! Oggi è la giornata mondiale della speranza>>. Urlarono assieme. Fu così che gli animatori presero in disparte i bambini per farli divertire e finalmente era tornato il sorriso sul volto di quest’ultimi. Ma gli adulti non riuscivano a capire cosa stesse succedendo.

<< Ogni settimana la stessa storia!.... il nostro destino è questo!…non ne possiamo più!>>. Queste le esclamazioni della folla, ma quell’uomo aveva una luce particolare negli occhi, lo sguardo di chi ne aveva passate tante.

A un certo punto l’uomo interruppe le parole di disapprovazione della folla e si presentò. << Salve a tutti, ho ventisei anni e sono nigeriano.  Oggi avrei il piacere di raccontarvi la storia di chi aveva perso tutto, non solo cose materiali ma anche affetti. Posso iniziare?>>.

<< Tutto ebbe inizio così: a Canosa di Puglia una classe quarta del Liceo ‘’Enrico Fermi’’ intraprese un’attività di alternanza scuola-lavoro nella Necropoli dauna di Pietra Caduta. Gli alunni, divisi in gruppi, lavoravano tranquillamente, fino a quando uno di loro non ebbe trovato la dentatura intatta di un antenato. Erano tre ragazze: Adriana, Valeria e Paola. Molto entusiaste della loro scoperta se ne vantavano con i compagni. Non le biasimate, lo farebbero tutti, d’altronde. Comunque, non perdiamoci in altri discorsi. Dicevo, le ragazze si stavano per dirigere dagli archeologi quando sentirono un rumore provenire dalla tomba a loro più vicina. Nessuna diede peso a questa cosa, fino a quando non ne udirono un secondo. Valeria e Adriana entrarono per prime in quella tomba e rimasero in silenzio per alcuni istanti.

Cominciò a piovere. Il rumore delle gocce d’acqua si faceva sempre più ridondante e Paola fu costretta ad entrare e a rimanervi fino alla fine del temporale. Valeria entrò per curiosità nonostante claustrofobica, ma iniziò ad avere un serio attacco di panico. Il suo respiro si faceva sempre più pesante, il suo colorito si faceva sempre più pallido e i suoi occhi si spalancarono: non sembrava più essere in sé. Le altre, impaurite, non sapevano come comportarsi. La situazione diventava sempre più critica fin quando una voce, non molto comprensibile e con un accento straniero, che non apparteneva a nessuna di loro, le chiese di sedersi accanto.  Il tono era molto basso e di un italiano quasi incomprensibile. Una volta udita questa voce, Valeria svenne ed il panico contagiò le altre ragazze. Questa voce si udì ancora una volta: << Vi prego non abbiate paura, in realtà sono io ad averne. Mi chiamo Lucas e ho sedici anni>>.

<<Da dove vieni? Perché sei qui?>>,  chiedeva Paola incuriosita.

Lucas iniziò a raccontare la sua storia. <<Ho perso tutto nella mia vita: madre, padre e soprattutto amore. Sono solo. Immigrato in Italia da diversi anni e a Canosa solo da alcune settimane. Ho passato giorni facendo elemosina e guadagnando molto meno rispetto a quello che mi serviva per sopravvivere. In mancanza di soldi mi rivolgevo ai ristoranti per poter mangiare gli avanzi. La sera del mio primo giorno a Canosa c’era molto freddo e volevo cercare un riparo. Camminando notai un’indicazione con su scritto: ‘’Necropoli di Pietra Caduta’’ e dato che ero molto stanco, decisi di passare la notte qui e da quel giorno trascorro le mie notti in questa tomba>>. Le ragazze, in particolar modo Valeria, la quale aveva ricevuto attenzioni da lui, furono molto colpite dalla sua storia e decisero di aiutarlo. Una volta smesso di piovere, si rivolsero agli archeologi e con la loro collaborazione chiamarono i servizi sociali, subito pronti ad interessarsi della sua situazione. Nell’attesa di un’occupazione, Lucas strinse un rapporto di amicizia con le ragazze; iniziò ad uscire con loro e, man mano che il tempo passava, tra lui e Valeria si creò un’intesa particolare.  Lucas nel frattempo ottenne il lavoro tanto atteso, che permise a lui e a Valeria di comprare una casa e sposarsi. La sua soddisfazione più grande, oltre alla sua famiglia, è stata proprio quella lavorativa poiché oggi il suo compito è quello di aiutare la gente in difficoltà>>.

 La gente, molto incuriosita e presa dal suo discorso, cominciò a domandarsi sull’identità di Lucas e un ragazzo con tanta naturalezza gli chiese come mai conoscesse bene questa storia.

<<Ah già, scusate>>, rispose loro l’uomo, <<scusate se non mi sono presentato con il mio nome: mi chiamo Lucas e da dieci anni non ho più smesso di sperare>>.

 

 

Rolling  In The Deep

 

It’s  32 degrees, a lot of chances of rain 

It couldn’t be a better day

We are running on our wheels, so far away from real

Along the Fallen Stone’s way

We were standing in the cave, we are all in

Even though you feel tired, we  had something

Refrain

If this is what we got, then what we have got is gold

Sun is shining bright and wakes us up, wakes us up

Just keep going on, our  friends were working down

There is nowhere else to go, let’s hope to enjoy it now

Ooooh

We hope to enjoy it now

Ooooh

 

We’ve been singing all the hits, mixing cream with caffeine

Everything is passing by

When you are not in the cave, you’ve sure  worked all day

And we’ll say we’ll have fun this night

There’s no quiet corner to stop for a moment

No more concerning, we are strong enough

And we discover

Refrain

 If this is what we got, then what we have got is gold

Sun is shining bright and wakes us up, wakes us up

Just keep going on, our  friends were working down

There is nowhere else to go, let’s hope to enjoy it now

Ooooh

We hope to enjoy it now

Ooooh

 

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