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Restauro dell’ipogeo Varrese, scoperto da Andreassi nel 1973: la cerimonia di inaugurazione si terrà venerdì 11 dicembre

09/12/2015
  • Restauro dell’ipogeo Varrese, scoperto da Andreassi nel 1973: la cerimonia di inaugurazione si terrà venerdì 11 dicembre

Si inaugura, dopo una lunga gestazione, il nuovo parco archeologico dell’Ipogeo Varrese, una delle strutture ellenistiche (IV-III sec. avanti Cristo) più interessanti e ben conservate del nostro territorio. La cerimonia si terrà venerdì 11 dicembre alle ore 11.00.

L’ipogeo, che ha restituito un corredo funerario ricchissimo, che costituisce una sorta di palinsesto di tutta la produzione vascolare canosina dell’età ellenistica, è fruibile interamente, ormai da qualche anno, presso il Museo di Palazzo Sinesi. La struttura da poco è anche sede canosina del Polo museale della Puglia, diretto da Fabrizio Vona (http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Enti/visualizza_asset.html_572921339.html).

Quindi l’evento assume una particolare importanza per la città che per la prima volta offre al visitatore, un corredo funerario completo e la visione agevole del contesto da cui proviene. La cerimonia di inaugurazione si articolerà in vari momenti: avrà inizio nell’aula consiliare di Palazzo di Città con la presentazione di un volumetto intitolato “Il progetto della tomba Varrese, tra paesaggio urbano e istanze conservative”, edito a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Canosa e scritto dagli architetti Carmine Robbe e Matteo Ieva, che si sono occupati tecnicamente del restauro e della valorizzazione.

Seguirà un momento di visita a Palazzo Sinesi alle ore 12.00 (in via Kennedy), con la visita alla esposizione del corredo Varrese. La cerimonia si concluderà alle ore 13.00 presso il sito archeologico della tomba Varrese, in via Lavello, dove verrà anche dedicata una targa alla memoria del compianto Soprintendente Archeologo della Puglia, Giuseppe Andreassi, autore nel 1973, della riscoperta dell’Ipogeo.

“La significatività dell’intervento – dichiara l’assessore alla Cultura, Sabino Facciolongo - nasce anche dalla sua organicità che consente oggi di aggiungere a pieno titolo il “Varrese” al complesso mosaico di aree archeologiche e musei che compone l’offerta culturale e turistica di Canosa, vero e proprio museo diffuso “en plein air”, fra i più ricchi d’Italia”.

Interverranno alla cerimonia, il sindaco Ernesto La Salvia, l’assessore alla Cultura, Sabino Facciolongo, il Soprintendente archeologico della Puglia, Luigi La Rocca, l’ispettrice per Canosa della Soprintendenza Archeologica della Puglia, Marisa Corrente, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Antonio Castorani, il presidente della Fondazione archeologica canosina (Fac), Sabino Silvestri. Inoltre è previsto l’intervento del presidente della Regione, Michele Emiliano, dell’assessore alle Attività culturali, Loredana Capone, il presidente della Fondazione Apulia Felix onlus e presidente della Società degli Archeologi Medievisti Italiani, Giuliano Volpe, già rettore dell’Università degli Studi di Foggia, i presidenti delle associazioni locali Pro Loco e club Unesco, Anna Maria Fiore e Patrizia Minerva, oltre naturalmente ai figli di Giuseppe Andreassi che scopriranno materialmente la targa.

Alla cerimonia prenderanno parte anche i ragazzi di alcune classi del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Canosa, coinvolti in un progetto “scuola-lavoro”, d’intesa con la Fac e la cooperativa di servizi “Dromos.it”.

Il restauro è stato realizzato con i fondi del Mibact, della fondazione “Cassa di Risparmio di Puglia”, e del Comune di Canosa, proprietario dell’area.

“Con la riconsegna dell’antico ipogeo alla città e ai visitatori – conclude il primo cittadino - non si restituisce solo un importante reperto dell’età passata, ma anche un pezzetto della dignità e dell’orgoglio che compongono il nostro senso civico che, se a volte ci sembra smarrito, magicamente sempre riaffiora anche grazie alle testimonianze del nostro passato: elementi identitari forti, in un insediamento umano a lunghissima frequentazione, qual è Canosa”.