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Saggio “Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino”

11/04/2016
  • Saggio “Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino”

Saggio “Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino” di Giuseppe Di Nunno di Canosa di Puglia

È in corso la divulgazione  del saggio letterario sul dialetto canosino, curato da Giuseppe Di Nunno, “la pénne du maéstre” o in latino ‘stilus magistri’.
Il libro illustrato composto di 265 pagine introduce al dialetto, dal greco διάλεκτος  (pr. dialectos), cioè alla “lingua parlata” che si è tramandata oralmente nelle generazioni fino al ‘900 e che costituisce la “dignità” di un popolo.
Le presentazioni, dalla Scuola Primaria, ai Docenti del Liceo, all’Università di Foggia, al Museo Archeologico di Atene, riportano un saggio realizzato sul campo nel corso di tre anni, che raccoglie la cultura linguistica e proverbiale del Dialetto canosino con le ricerche storiche, etimologiche, filologiche di circa 900 vocaboli e la raccolta sistematica di 840 proverbi. Al libro sono allegate allegano circa 300 illustrazioni dall’Archivio fotografico personale.


Il Glossario dall’Italiano al Dialetto contribuisce ad arricchire la conoscenza e la cultura della stessa Lingua Italiana, nelle sue radici elleniche, latine,  medievali e dell’800, per approdare alla memoria vissuta dei nonni nel ‘900.
Il ciottolo del fiume Ofanto, “u vrìcce de l’Óffete” , che pavimentava le strade di un tempo, quando eravamo ragazzi di strada, racconta la sua storia di paese quando eravamo povera gente e incontravamano “tànda Crestiène”.
Il dialetto,  come sito archeologico linguistico e culturale, racconta le parole in cui siamo stati fasciati (‘mbassète) nella culla ( la navìchele).
Il saggio riporta il dialetto canosino senza confini scrivendo ponti in diretta con diverse Regioni d’Italia nella stessa cultura popolare, dalla Capitanata e dalla Daunia, alla Sicilia, alla Sardegna,  al Molise, alla Campania, al Veneto, al Piemonte, verso le terre di emigrazione canosina, che custodiscono ancora le nostre radici.


É il ciottolo di fiume che sussurra in tante lingue e in dialetto la civiltà di Canosa di Puglia, Città di Principi, Imperatori , Vescovi. e… dei nostri padri, del nostro popolo in dialetto: jévene nu pìcche analfabète / purtévene u chéule arrupezzète / ma fadegatéure e cu còre ‘nnammurète; / jòsce me sò arrecurdète e ‘n dialétte u sò scritte e u sò studiète / jìnd’a stu pajòse addà sò nète / a li Canusòne ca nan òne scurdète / li pecàbele add’òne stète ‘mbassète (erano un po’ analfabeti / portavano le pezze al sedere / ma, lavoratori e col cuore innamorato / Oggi me ne sono ricordato e in dialetto l’ho scritto e l’ho studiato / in questo paese dove sono nato / per i Canosini che non hanno dimenticato / i vocaboli dove sono stati fasciati).
È sera, è notte, … “crèje jà n’àute jùrne, se Gèse Criste vòle!”, domani è un altro giorno, se Gesù Cristo vuole!
Attestati:  l’opera letteraria dopo la pubblicazione, è approdata in diverse Regioni d’Italia, fino ad Atene e ha conseguito i seguenti attestati, che si associano al Sindaco di Canosa Dr. La Salvia e all’Assessore alla Cultura, Prof. Sabino Facciolongo, alla PRO LOCO di Canosa, alla Fondazione Archeologica Canosina, alle Associazioni degli emigranti di Torino e di Milano.
Museo Archeologico Nazionale di Atene. Il Direttore, Dr. Maria Lagogianni,  con lettera firmata ha apprezzato il libro, registrato ed inserito nella Biblioteca Nazionale del Museo Archeologico di Atene, a seguito degli scambi di studio con l’autore nelle radici elleniche della cultura popolare di Canosa di Puglia.


Attestato firmato del Magnifico Rettore dell’Università di Foggia, Prof. Maurizio Ricci, che apprezza “l’obiettivo colto in pieno dall’opera letteraria” e riconosce nel libro “un ponte tra le vecchie e nuove generazioni per non perdere il senso della nostra storia passata”.
Attestato del Prefetto della Provincia della BAT, S. E. Dott.ssa Clara Minerva, per “l’alto contributo culturale a salvaguardia della memoria in favore delle nuove generazioni”.
Attestato del Sindaco del Comune di Montedoro, in Provincia di Caltanisetta, Federico Messana, per gli scambi culturali sul gioco della trottola in Sicilia con gli studi dell’Università di Palermo.
Attestato del Progetto Perdipiave del Comune di San Donà di Piave in Provincia di Venezia nei legami comuni sulla figura popolare del Monacello (Munecacìdde) o Mazzariòl veneto.
Attestato del Comune di Pederobba (TV), cui siamo legati da un “Patto di Amicizia” con messaggio del Prof. Agostino Vendramin, già Assessore alla Cultura.

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