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PATRIMONIO ITALIANO Beni culturali, paesaggio e cittadini

05/12/2016
  • PATRIMONIO ITALIANO Beni culturali, paesaggio e cittadini

Lunedì sera 05 dicembre, alle ore 18.30, presso la Sala Convegni dell’Oasi Minerva a Canosa di Puglia, il prof. Giuliano Volpe (Presidente del Consiglio Superiore ‘Beni Culturali e Paesaggistici del MiBACT, Professore di archeologia presso l’Università di Foggia, nonché ex Rettore della medesima università), in una conferenza organizzata dall’Università della Terza Età “Ovidio Gallo” di Canosa, presenterà la sua ultima pubblicazione intitolata: “Un patrimonio italiano: Beni culturali, paesaggio e cittadini”.

 

Si tratta di un’indagine svolta dall’autore, analizzando in particolar modo monumenti, musei e siti archeologici che oggi sono gestiti soprattutto dal basso, affinché il lettore sappia come gestire e valorizzare le antichità o le opere d’arte del nostro Paese attraverso forme non tradizionali ma innovative, come quella coesione tra pubblico e privato che in alcune realtà di provincia ha preso piede da qualche anno, permettendo di pari passo un’efficiente salvaguardia, unita a un’interessante promozione.

 

Questo fenomeno deriva dai principi cardine che furono concordati nella Convenzione di Faro (Portogallo), un documento approvato nell’ormai lontano 2005, da adottare come punto di riferimento in un universo affascinante ma dalle tante criticità come la realtà culturale italiana, allontanando la cultura da concezioni elitarie e avvicinandolo il più possibile alla sensibilità del comune cittadino.

 

Ad ogni modo, affinché lo stesso cittadino sviluppi una propria sensibilità sul passato del suo territorio e del suo Paese, quanto riporta la presentazione del volume, tratta dal sito www.utetlibri.it, riesce forse ad esprimere il concetto meglio di molte altre parole: “Per fortuna l’Italia è un paese straordinario, che riserva continue scoperte, sorprese imprevedibili: non c’è città, non c’è piccolo borgo, non c’è località che non conservi tracce storiche, monumenti, tradizioni, peculiarità paesaggistiche di grande interesse.”