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MIGLIAIA DI VISUALIZZAZIONI PER IL MOVIE DI “MORDI E FUGGI” GIRATO A CANOSA. IN ARRIVO LA SECONDA PARTE.

18/07/2017
  • MIGLIAIA DI VISUALIZZAZIONI PER IL MOVIE  DI “MORDI E FUGGI” GIRATO A CANOSA. IN ARRIVO LA SECONDA PARTE.

Dopo il successo della I parte sui social network  con più di 12mila visualizzazioni, il food blogger Pasquale Coletti ritorna a Canosa di Puglia(BT), nelle vesti dell’avventuriero “Norman Rey”, per il prosieguo di “Mordi e Fuggi”. Oltre 300 le condivisioni e i “mi piace” in meno di 24 ore, numerose le richieste di una seconda puntata, molteplici i commenti di apprezzamento e di entusiasmo da parte del popolo di Facebook.

Già, lo YouTuber aveva promesso una seconda venuta nella “Città dell’archeologia”, quando, al termine delle riprese del primo episodio, aveva dichiarato l’impossibilità di fermarsi ad un’unica parte, dato lo straordinario patrimonio del paese.

 Coletti, così, assieme al cameraman ed editor Pasquale de Felice, approda nuovamente a Canosa. Anche questa volta, entrambi nuovamente scortati dall’Arch. Prof. Giuseppe Ricchizzi, appassionato e studioso di archeologia ed arte, promotore del loro arrivo.

Grazie alla collaborazione di Renato Tango, gestore delle aree archeologiche e Sandro Sardella, curatore del Museo dei Vescovi Mons. Minerva, i ragazzi hanno potuto girare il movie all’interno degli Ipogei Lagrasta, del  Museo dei Vescovi, della Tomba Varrese, delle Cave Leone e sul Ponte Romano.

Particolarmente entusiasta Coletti ha affermato:” Qui mi sento a casa, i canosini ci hanno accolto con calore e simpatia.  Abbiamo scoperto nuovi sapori, semplici e squisiti, grazie alle specialità che i ristoratori ci hanno permesso di degustare. L’unicità paesaggistica, tra dolci colline e sconfinate distese, ci ha affascinati. Sicuramente ricorderemo con piacere la nostra permanenza, in particolar modo la disponibilità della Fondazione Archeologica Canosina, di Monsignor Don Felice Bacco e di Sabino Leone. Quest’ultimo ci ha permesso di conoscere un aspetto di Canosa ,a noi, totalmente sconosciuto.”

I ragazzi, hanno avuto accesso, infatti, ai cunicoli che caratterizzano “Canosa sotterranea”. Le cui gallerie sono state scavate nei secoli scorsi, per l'estrazione del tufo, servito per la costruzione degli edifici del paese ed, oggi, rappresentano un monumento. La temperatura delle grotte, costantemente di 15°, è ideale per la conservazione del vino, soprattutto del nero di troia, gentilmente offerto ai bloggers da parte della famiglia Leone.

Incantato dalla bellezza dell’ipogeo Scocchera B, Coletti, ha voluto inserire nel secondo videoclip i due ipogei sopracitati, dichiarando: “L’abilità architettonica e pittorica della popolazione daunia è strabiliante, non potevamo proseguire le registrazioni senza gli Ipogei Lagrasta e la Tomba Varrese,in particolare, quest’ultimo, dopo aver ammirato il suo eccezionale corredo esposto presso il Museo Archeologico di Palazzo Sinesi. La raffinatezza dei maestri vasai canosini è straordinaria, ciò è ravvisabile nei vasi policromi. La colorazione rosata rende esclusivi questi manufatti come anche gli applique inseriti: di uno stile unico!”

Ad aprire le sue porte, in ultimo, ma non per importanza, il Museo dei Vescovi Monsignor Francesco Minerva, situo in una splendida residenza, del XIX secolo, la quale ospita tesori millenari sia archeologici che artistici. Al suo interno due distaccamenti museali ben precisi che ripercorrono diversi secoli, a partire dall’età arcaica fino al XX secolo. Peculiarità della prima sezione museale sono: la mostra archeologica  sul ruolo della donna in età arcaica e classica, la mostra sabiniana, l’esposizione sull’era medioevale con il crocifisso d'Avorio, i guanti di Papa Pasquale 2° e la bolla di titolazione della Cattedrale a San Sabino. Ad occupare la seconda sezione è, invece, l'appartamento storico, dedicato all'Arcivescovo Mons. Francesco Minerva.

Di seguito, il link della prima parte di “Mordi e Fuggi”, in attesa della seconda: https://www.facebook.com/mordiefuggipasqualecoletti/videos/721059218081722/

Ilenia Pontino- Fondazione Archeologica Canosi